Cestino di sbrinz, il mio ricordo dello streetfood

Ogni volta che sento la parola “streetfood”, mi viene in mente una scena della mia infanzia.
Avevo poco più di 4 anni. Ero a casa con la nonna.
Le dissi in thai: “Nonna, ho fame. Quando si mangia?”.
“Tra poco. Sono le 15 e sta per arrivare lo zio”.
Sì perchè solo quando arrivava lo zio si poteva mangiare.
Perchè solo lo zio aveva i pochi soldi per comprare del cibo.

E così, ricordo che per spezzare la fame, andai sul balcone per attendere l’arrivo dello zio. 
Mi aiutava a non sentire il pancino che brontolava.
Sì perchè, per mangiare, io e la nonna dovevamo aspettare che qualcuno ci portasse del cibo.
Quel qualcuno era sempre lo zio.
 
 
E tornava a casa con una busta di street food.
No, non lo street food che intendiamo oggi, come trend e filosofia.
Lo street food esiste in Thailandia da sempre.
Ad ogni angolo di strada, c’è sempre una bancarella che prepara al momento e per pochi soldi (1 euro circa) una zuppa, un piatto di riso, dei noodles, della verdura.
 
E lo zio prendeva sempre una busta di zuppa già pronta che versava in una scodella. 
Poi soffiava e mi imboccava: un cucchiaio per me, due cucchiai per lui.
Tra tutti i piatti dello street food, lo zio prendeva sempre la zuppa.
Perchè la zuppa riempiva di più.
Perchè costava poco. Non come la carne.
 
 
 
Per il contest di Tery, volevo proporre uno street food con qualche nota della mia Thailandia.
E così, propongo questa ricetta un pò contaminata:
Per 2 persone:
Olio evo
80gr di sbrinz grattugiato

 

100gr di carne di manzo tagliata in straccetti o bocconcini

 

1 cucchiaino di pasta di curry (ved. foto)

 

6 cucchiai di latte di cocco

 

1 cucchiaio di salsa di soia

 

1 cucchiaino di zucchero di palma

 

1 cucchiaino di sbrinz grattugiato

 

2 fichi tagliati a spicchi

 

Per il cestino

 

In una padella antiaderente, versare qualche goccia di olio e ungere bene tutta la superficie.

 

Cospargere lo sbrinz già grattugiato (io ho usato la parte della grattugia per avere scaglie più grandi).

 

Lasciar cuocere a fuoco basso e dopo un paio di minuti, girare e far cuocere l’altro lato.

 

Togliere ed adagiare su una ciotola (per me, tazzina di caffè, senza manico) affinché prenda forma.
Per la carne

 

Intanto nella stessa padella scaldare un filo di olio e aggiungere il cucchiaino di pasta di curry. Far sciogliere il curry (massimo 1 minuto) ed unire la carne già tagliata. A cottura della carne (massimo 2 minuti), versare il latte di cocco, la salsa di soia e lo zucchero. Amalgamare bene. Spegnere il fuoco, cospargere 1 cucchiaino di sbrinz e mescolare il tutto. Unire gli spicchi di fichi.
Posizionare il contenuto nel cestino e servire subito.

 

 
Con questa ricetta, partecipo al bellissimo contest di Teresa di Peperoni e Cioccolato, 
ormai un’affezionata amica: “Swiss Cheese Parade“:
 
***
Mentre scrivo questo post, ho la vista un pò offuscata dalla commozione di questo ricordo.
 
Ma non piango per il ricordo della fame.
Bensì della felicità.
Perchè anche quando si ha poco – e quando dico poco intendo poco da mangiare -, 
si può essere comunque dignitosi e felici.
 
Vaty
 
 
 
 

76 Comments

  • Morena Roana ha detto:

    Per la serie “si stava meglio quando si stava peggio” !! Che ricordi Vaty, posso solo immaginare quei momenti perchè grazie a Dio anche se i soldi in casa non erano molti un pasto non è mai mancato.
    Ricordi che ci arricchiscono e che rimangono lì in un angolino per sempre.
    Che dire poi della ricetta? direi straordinaria… Io un bocconcino così lo mangerei volentieri..
    Un abbraccio!!

  • Ale ha detto:

    che dolcezza cara vaty…mi è quasi sembrato di vedere la piccola sophie nella tua vita passata in Thailandia e con tanta dolcezza mi hai commosso…sei sempre speciale e con poche parole mi conquisti sempre! ti adoro amica mia, ti voglio un mondo di bene…grazie per questa ricetta fantastica!

  • IsabelC. ha detto:

    Bite-size…perfect for me and my love for any kind of street food…..ok, I’m not the right person to eat fried grasshoppers and bugs :))))) Just joking 😉
    Love your post too: reminiscing when we were just children, gets the best part out of us.
    And “less is more”.
    XOXO
    PS If you can’t get a hold of good curry, I can check with my local ethnic stores. Let me know (sorry but I just remembered your comment)

    • Vaty ♪ ha detto:

      I’m not either! Though I must admit that grasshoppers are pretty crunchy 😉
      “Less is more”.. right.
      ps Oh no, don’t worry. Maybe the next time we catch up. What about some exchange?? 🙂

  • Roberta ha detto:

    Stella mia, come sempre mi hai preso il cuore, me lo hai strapazzato ben bene di emozioni e me lo hai ridato, allargato e sorridente.
    Sei una magia……….
    E questo street food è come te!

  • Audrey Borderline ha detto:

    Ciao tesoro,
    questo bellissimo post ha commosso anche me perchè porta in se un ricordo dolcissimo.
    Anch’io adoro lo streetfood e anche per me è legato a nonna e infanzia. Quando vivevo con lei in Francia, ogni giovedi mattina l’accompagnavo al mercato e poi sceglievo qualcosa da mangiare tra le bancarelle del mondo che proponevano cibo italiano, spagnolo, francese, tedesco, portoghese, marocchino ecc, io sceglievo sempre marocchino chissà perchè.
    Bellissime anche le foto, sei sempre bravissima.
    In bocca al lupo per il contest cara
    bacioni

    • Vaty ♪ ha detto:

      Io adoro il marocchino e tu avevi già capito tutto dalla vita 😉
      che bel ricordo anche questo tuo, cara Audrey. Spesso abbiamo parlato delle nostre rispettive nonne.. che ci hanno insegnato molto.

  • Chiarapassion ha detto:

    l tuo post è emozionante e profondo ed è proprio vero la felicità sta nelle piccole cose, quelle che poi ti rimangono per sempre stampate nel cuore.
    Una cosa che mi ha sempre colpito delle foto di mio fratello sulla tua bellissima terra, è sicuramente la miriade di bancarelle variopinte e piene di cibo. Questa usanza così antica è molto presente anche nella mia terra, Napoli, dove con poco puoi mangiare per strada, cibo povero che resta nel cuore.
    Il tuo street food è delicato e buono come te!
    P.s. Quel grembiulino di Sofia è dolcissimo.
    Ti voglio bene
    Enrica

    • Vaty ♪ ha detto:

      Sì, Napoli è proprio come la thailandia: il vero cibo buono, genuino come gli ingredienti e genuino come i rivenditori.
      Verissimo, le bancarelle thai sono variopinte. semplici, ma variopinte. Ed è incredibile il contrasto tra queste bancarelle un pò vecchie e mal ridotte che si trovano ai piedi di grattacieli e edifici a 5 stelle…
      e chissà perchè..non hanno mai sentito la crisi. Perchè la gente ama il cibo genuino e vero.
      🙂
      ps no, non è il grembiulino ma una gonna. Caso vuole che era in tinta con la bandierina!! :*

    • Chiarapassion ha detto:

      Sofia è fashinosa aspetta qualche anno e poi sarà la fine…adoro le femminucce come lei!

  • Claudia ha detto:

    Che bel ricordo.. e che ricetta magnifica.. molto originale.. sfiziosa!!!!! e bellissime le tue foto.. come sempre… baci e buon w.e. 🙂

  • journeycake ha detto:

    Cara Vaty, con le tue profonde parole e i tuoi racconti dai sempre stimoli per riflettere. Mi è capitato spesso di ammirare la dignità e la grandezza di persone che possedevano pochissimo a livello materiale ma tantissimo a livello spirituale. Grazie grazie! P.s. Questi cestini sembrano squisiti. Un abbraccio

  • Michela Sassi ha detto:

    Emozionante Vaty, tu e le tue parole!
    Questo street food è superlativo!
    Un bacione, Michela

  • bellissimo post Vaty e un cestino delizioso! anche i miei ricordi di Street food mi riportano ai 4 anni……sul lago:-) sembra una cosa tanto moderna ma forse è solo ”moderno” parlarne se con la memoria andiamo così lontano! ….non che siamo vecchie, ma neanche bambine 🙂
    un bacio
    raffaella

  • Princi ha detto:

    Con questo tuo bellissimo post termino la mia pausa pranzo. Mi hai emozionata. Un bacio

  • tesoro quanta poesia dietro qst tuo street food… i ricordi ci animano e ci formano, ci plasmano e ci rendono ciò che siamo e ciò che creiamo. e tu sei una creatura bellissima e di una sensibilità rara che mi ha conquistata subito. come questo tuo cestino per cui ho avuto un amore a prima vista!

  • Gabila Gerardi ha detto:

    Io non ho vissuto quello che è toccato a te però sono cresciuta tra contadini veri quelli che si sudano la pagnotta ogni giorno, mio nonno aveva tutto e per questo niente andava sprecato, ogni tanto arrivava a casa una bella forma di formaggio avuta in cambio dei bottiglioni di vino che con tutta la famiglia preparavamo per essere venduto! I soldi servivano per comprare quello che non si poteva produrre! Sono cresciuta con i veri valori della vita, sapendo che lavoro è sudore e che niente va sprecato! Le tue parole mi hanno commossa e dovrebbero essere d’ esempio per le generazioni future, sarebbero meglio di qualsiasi scuola….vita vera che colpisce al cuore! E poi con questo cestino mi hai colpita!!!! Brava tesò….brava davvero!!!

  • giulio da pontida ha detto:

    Vaty, eh che meraviglia…credo che noi siamo stati tutti più fortunati…quindi questo post è bello il doppio. Brava!!!

  • Sara ha detto:

    ho letto tutto d’un fiato questo post..dal cellulare!!
    e come sempre, quando racconti della tua infanzia, mi intenerisci il cuore…e penso a quante palle hai avuto per passare da una situazione di assoluta povertà ad una di soddisfazione personale e professionale!! Per me sei davvero una grande donna (lo so te lo ripetono in tanti e spessissimo..ma non è mai troppo davvero)!
    Bellissima questa ricetta contaminata…sai che non ho mai usato il latte di cocco?? sono da radiare dalla cerchia delle tue amiche?? :D!
    Ti voglio un gran bene..e sono veramente fiera di te :)!

  • Erica Di Paolo ha detto:

    Molto invitante la tua proposta, molto dolce il tuo ricordo e sicuramente ottimo spunto di riflessione. La tua genuinità emerge in ogni cosa condivisa. Grazie Vaty, sei adorabile!!

  • Elena Sofia ha detto:

    Sembra delizioso questo streetfood! Grazie per aver condiviso questo bellissimo ricordo con noi 🙂

  • Dolci a gogo ha detto:

    Tesoro ha commosso anche me la tua storia e il ricordo cosi pieno di significati intensi di tuo zio che cmq provvedeva a te magari con quel poco che aveva ma era dignitoso e tu eri felice anche con poco!! La tua proposta di Street food come sempre ha colpito in centro, sei sempre originale e le tue contaminazioni sono sempre una meraviglia di colori e profumi lontani!! Un abbraccio forte cucciola e tanti tvbbbbb,
    Imma

  • Paola ha detto:

    Invitanti questi cestini e leggendo il tuo post mi sono commossa!
    Paola
    http://www.lechicchedipaola.it/

  • Monica Chiocca ha detto:

    Adoro ascoltare i tuoi ricordi. Adoro guardare le tue foto e le tue contaminazioni,e in più..adoro te <3 un bacino!

  • Aria ha detto:

    io invece per un attimo ho avuto gli occhi offuscati dalla tristezza, perchè non riesco nemmeno a pensare che un bambino possa aspettare per mangiare. So che purtroppo è anche cos’, ma on dovrebbe esserlo, e non dovremmo permetterlo. Io, a volte, mi sento in colpa di essere una foodblogger, del fare del cbo una passione quando ad alcuni manca. E’ un lusso, e di fronte a un bambino non può esserlo.

  • Casale Versa ha detto:

    Esperienze che fanno crescere.. esperienze che rimangono però..
    mi spiace che tu abbia vissuto questi momenti. Sono cose che nessuno dovrebbe provare…
    Bisogna ricordarsi di chi lotta ogni giorno per una pagnotta..!! e con questa storia.. mi hai emozionata.
    Bella Sofì, un bacio, Val

  • m4ry ha detto:

    Mi sono commossa sai ? Bella la mia piccola Thai…<3
    Cestino meraviglioso..particolare e bello, proprio come te !
    Un bacione tesoro :*

  • Cri ha detto:

    Vaty,
    posso solo pensare con molta tenerezza alla Vaty bimba che aspetta lo zio con la pappa.
    Un bacino.
    Cri

  • peppe ha detto:

    Bella la tua idea di street food! il tuo post poi mi ha commosso e fatto riflettere sullo spreco di cibo che c’è dalle nostre parti mentre da altre , c’è molta gente che non ha nulla per sfamarsi! Che tristezza!!!ti abbraccio, Peppe.

  • Ketty Valenti ha detto:

    Anche quando si ha poco si può essere comunque dignitosi e felici……sposo questa tua affermazione e mi ricorda tanto mia madre che me lo dice sempre,grazie a Dio non ci possiamo lamentare ma è necessario capirne bene il significato e l’essenza per saper vivere.
    Fantastico il tuo streetfood…..semplicemente!
    Z&C

  • Particolarissimo il tuo street food, così come la tua esperienza di vita, che ti ha reso quella che sei, capace di farsi appannare la vista non dal ricordo della fame, ma dalla felicità.
    Un abbraccio

  • Mirtillo E Lampone ha detto:

    Ti commento perchè io sono fortunata, ho TE tra le amiche e posso permettermi di dire che sei una persona meravigliosa per quello che eri e come sei diventata. Hai plasmato con le tue mani una vita difficile e sei fiorita diventando una rosa piena di amore per tutti.
    Sei un esempio mio tesoro, sei unica.
    Ti voglio un sacco di bene.

  • lory ha detto:

    riesci sempre a trasmettere emozioni forti e coinvolgenti!!!!!!!! ti abbraccio forte e ti auguro un sereno w.e. Lory

  • Sugar ha detto:

    Proprio oggi, anzi proprio in questo particolare attimo, avevo bisogno di leggere di storie come la tua. Non si ha mai troppo poco quando si possiede la dignità. E quando si possiede la dignità, forse, si può essere anche felici.
    Ci sono giorni che ci segnano. Ricordi che sono impressi a fuoco dentro il nostro cuore. Ma dalle difficoltà, a volte, nasce una bellezza straordinaria. E tu sei bella cara Vaty.

    Il tuo cestino contaminato è fantastico!
    Un abbraccio, Ada

  • Antonella S. ha detto:

    Ciao Vaty, che bellissimo post! Le tue storie sono sempre delicate e ci insegnano sempre a trovare del buono anche nelle situazioni più tristi e infelici. Oggi vogliamo sempre di più e non riusciamo più a renderci conto che la vera felicità è nel poco e nel piccolo…

    Complimenti per la tua ricetta e per le fotografie.
    Un bacione.
    Antonella

  • ❀~ Simo ♥~ ha detto:

    Ma che prelibatezza! Posso Vaty?

  • Giovanna Hoang ha detto:

    Tesora mi sono commossa… il tuo racconto ha fatto riaffiorare nella mia mente tanti ricordi ormai sopiti e lontani. Ti dico solo una cosa: T.V.T.B.

  • Simo ha detto:

    a parte la preparazione squisita e particolare, come nel tuo stile, le tue parole mi hanno quasi commosso…ti abbraccio, sai?
    Sei dolcissima ed hai un animo nobile, generoso e sensibile.
    Speciale…

  • veronica ha detto:

    Che racconto toccante Vaty, e che deliziosa preparazione hai creato un’ unione perfetta tra il tuo passato e il tuo presente. Bravissima.

  • Francesca P. ha detto:

    I momenti di difficoltà, superati grazie all’affetto della famiglia, hanno ancora più valore per me di quelli sereni… ci fortificano, ci insegnano l’importanza delle piccole cose e ci fanno crescere ancora più consapevoli…
    Il latte di cocco lo uso sempre di più, quanto mi piace! Questo cestino mi appare ancora più delizioso a quest’ora, quando si desidera un aperitivo… 🙂

  • Chiara Setti ha detto:

    Ma tu te le sogni di notte queste ricette?? che meraviglia!! E che bella la tua nonna! :**

  • Eli ha detto:

    Cara Vaty, ti leggo senza fermarmi e rimango a bocca aperta. A volte mi chiedo ma perché’ non scrivi un libro? Questo piatto e raffinatissimo e mi piace moltissimo. Complimenti cara e buon fine settimana

  • cucinaincontroluce ha detto:

    C’è una cosa che mi colpisce diretta al cuore: non hai mai dimenticato quella pancia vuota ed è ciò che ti rende migliore di chi non l’ha mai provato oppure se n’è dimenticato…
    Un abbraccio, Tatiana

  • Simo ha detto:

    Che bei ricordi emozionanti e densi di significato!
    Un bacio
    Simo

  • Vica in cucina ha detto:

    Tesoro il tuo cestino è meraviglioso, stupendo nei suoi colori e senza dubbio nei sapori… ma ora ho un nodino nella gola… I pensieri mi portano ad immaginare la piccola Vatinee, che ogni giorno (senza colpe e perché) attende in silenzio l’arrivo dello zio per mangiare… 🙁 Sono davvero colpita di questa parte triste ed ingiusta della tua vita, ed immagino le altre delusioni che hai avuto… ma ora capisco il perché del tuo buon cuore, della tua forte personalità, ambizione, voler fare, combattere… Sei un dono speciale, e farai grande cose tesoro, ti ammiro tanto, dal primo giorno ♥

  • Sonia ha detto:

    mi sono commossa! per te un abbraccio di cuore, grande e affettuoso!

  • Cherry Rossi ha detto:

    leggere i tuoi post è sempre meraviglioso…riesci sempre a portarmi in un altra dimensione..al di la’ delle bellissime cose che scrivi..e mi piace come ogni tuo singolo post..si ricollega ad una traccia d te:)
    p.s e poi la ricetta mi sembra anche buona..e come sempre complimenti per le bellissime foto:)

    se ti va passa da me..
    http://thecherrybombdiary.blogspot.it/

  • Stefania Zecca ha detto:

    Quanto è bella la condivisione di ricordi come il tuo che ci fanno vibrare il cuore? Ho scoperto un mondo, quello del blog che non conoscevo fino a poco più di un anno fa, che offre questa possibilità. Le tue parole mi toccano, sono piene di tenerezza e raccontano tutto l’amore che era racchiuso in quella zuppa che tuo zio ti ha offerto. Chi non ha vissuto di questi momenti così critici ma anche così pieni di vita e di calore? Grazie Vaty, un abbraccio

  • monica zacchia ha detto:

    tanto prima o poi ci andremo in Thailandia insieme cara Vaty, ormai certi cibi, che io adoro, quegli angolini dove si assapora un piatto veloce della tradizione locale, sono per me un richiamo irresistibile, un bagno completo dentro un paese nuovo e una cultura che mi attira ogni anno di più, e l’associazione con te è un nano-secondo. Presto ci immergiamo in quei sapori vicino alla tua casa di oggi, già mi sembra un regalo questo. Le tue foto sono magnifiche e quella tua manina che offre l’assaggio è delicatezza e eleganza insieme. Un abbraccio stretto mony***

  • F. ha detto:

    Che bello il tuo ricordo, un pò dolce-amaro, ma bello e toccante, come sono belle e toccanti le tue fotografie e la ricetta che rappresentano, sei sempre una rivelazione Vaty! Un bacione

  • leggere i tuoi post e guardare le tue fotografie e sempre una gioia per il cuore.
    un abbraccio da claudette

  • Patti ha detto:

    Questa composizione ha una poesia tutta sua… e la musica di sottofondo poi… Vaty, sei sempre così completa! Brava brava brava! buona domenica pat

  • Gemma ha detto:

    Ed io ho gli occhi umidi insieme a te. Ho letto il tuo post ad alta voce per condividere queste emozioni e questi bei pensieri limpidi e grandi.
    Un bacio

  • Patrizia Monica ha detto:

    Lo percepisco sempre dai tuoi post la tua sensibilità, anzi quando li leggo sembrano parlanti……si crea subito per incanto, una atmosfera delicata intorno a me: sei meravigliosa! Mi hai commossa e ti abbraccio tanto
    Patrizia di Cucina con Dede

  • Vorrei conoscerti molto di più!

  • Ciao, ti seguo da poco…ma le tue ricette mi colpiscono sempre in maniera particolare.
    Molto speciali, delicate.
    Ti auguro una splendida domenica.
    Lou

  • Lo Ziopiero ha detto:

    Quanta dolcezza in questo racconto, quanta tenerezza…e quante verità…

    Bella, Vaty. :*

    p.s. foto meravigliose :)))

  • Tiziana M ha detto:

    la dignità è sempre fondamentale in qualsiasi occasione e tu ne hai tanta, lo dimostri anche raccontando le storie del tuo passato, con tanta dolcezza… bellissimo questo finger food che sa di emozione, di ricordi e di bontà.. ti abbraccio tanto!!!

  • sei una persona preziosa Vaty.
    e se sei commossa nel mentre che scrivi, bè… posso immaginarlo.
    ti abbraccio forte. la ricetta mi sembra “contaminata” benissimo! : )))
    bacio

  • Giuse B ha detto:

    Le frasi finali del post sono quelle che più mi hanno colpita, cara Vaty.
    I miei, quando ero piccola, non navigavano certo nell’oro. I soldi erano pochi pochi pochi. Ma io non ho ricordo di questo. Avevamo molto poco, o perlomeno così mi hanno sempre raccontato i miei, ma io ero una bambina felice. Se penso alla mia infanzia mi viene in mente tutt’altro che gli abiti o le scarpe dei cugini di 2^ mano. I giochi spensierati con le amiche, le estati con i cugini al mare, l’amore dei genitori e dei parenti questo è quello che mi viene in mente.
    Le frasi finali di questo post rivelano una verità grandissima che l felicità è data da piccole cose.
    E’ come se con questo cestino tu ripagassi la tua nonna e tuo zio per quel cibo e soprattutto per quell’amore che di donavano e che ti nutriva. E l’amore, chi meglio di te può saperlo, nutre più di ogni altra cosa.
    Continua a scivere di te, Vaty, e nutri ancora i nostri cuori. Non smettere mai.
    Ti voglio bene.
    GiuseB

  • Chiara c. ha detto:

    ma quanto sei dolce Vaty!!!!!
    con la vista affuscata ti abbraccio forte tesoro <3

  • Clara pasticcia ha detto:

    Quanta emozione e commozione dal tuo racconto Vaty …

    I cestini sono meravigliosi … e a dire il vero ciò che hai scritto non lo è da meno <3

    ti abbraccio

  • Sempre bellissimo leggerti mia cara! :*

  • Jessica ha detto:

    Bellissimo post. Trasmette serenità e molta forza, i colori sono così vivi e sembra di vederti piccolina, magari simile alla tua Sofia… A proposito, spero le sia passata la febbre! Un abbraccio

  • Tantocaruccia ha detto:

    E’ davvero una bella chicca questo piattino di streetfood.. eh, i ricordi dell’infanzia.. che commozione! Un post davvero dolce ed emozionante!
    :* a presto Vaty!

  • Vaty ♪ ha detto:

    Grazie a tutti..
    però, ci tenevo anche a chiarire una cosa importante: che io non ho mai provato alcuna sofferenza.
    E’ difficile spiegare ma ci provo: quando si è “dall’altra parte” e si ha “poco”, non ci si rende conto della situazione e quindi non si soffre. Anzi, si è felice. E tanto!
    Dico questo anche perchè sono fiera della mia famiglia di origine che, pur nelle difficoltà, non mi ha mai fatto mancare nulla. Sono cresciuta con una nonna speciale, una nobildonna thai che, ancora oggi, porta la grazia e l’eleganza di una principessa.
    E quando, ad un certo punto della sua vita, perse tutto, perse ogni ricchezza, non perse mai una cosa: la dignità.
    Per me, questo è stato uno dei più grandi insegnamenti che mi ha dato.
    Vaty

  • Anna Luisa e Fabio ha detto:

    Post davvero emozionante. Sembrava di essere lì con te. A volte ci dimentichiamo quanto basti poco per essere felici lo stesso. La musica poi è stato il colpo di grazia 🙂
    Street food elegante e da gustare ad occhi chiusi.

    Fabio

  • Roberta Morasco ha detto:

    Ecco, io arrivo tardi, ma devo recuperare i post che mi sono persa durante il (tormentato…) week end di influenza della piccola…tu mi capisci vero? 😉
    Il tuo post è bellissimo, mi piacciono tanto i tuoi ricordi d’infanzia, il collegamento delle emozioni al cibo, alla musica..
    E questo piatto è originale, profumato, bellissimo…
    Brava Vaty <3 e in bocca al lupo per il contest, questo è uno street food perfetto!!
    Roby

  • Lara Bianchini ha detto:

    sai…un giorno vorrei farti sedere davanti a me, offrirti un te e farmi raccontare la storia della tua vita. Tu sei una delle persone che conosco che secondo me hanno veramente molto da raccontare, e raccontando riesci a donare emozioni vive, e emozioni vive suscitano le immagini che componi per noi e anche questi piatti, che parlano di te. Un bacio

  • Veronica ha detto:

    Ho letto random gli ultimi tuoi post e questo in particolare mi ha davvero colpita. Sono prepotenti a volte certi ricordi, prepotenti nel loro insegnarti qualcosa che poi ti porterai per tutta la vita.
    Stupendo questo racconto, oltre alla ricetta che proverò senza cestino (sono una malata di cucina thai ma non dirlo in giro) devo dire che le tue parole superano ogni cosa.
    Un bacio splendore

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